Transfagarasan (Romania)

Transfagarasan 2019

1. Introduzione

Questo nome, questa strada… mi giravano in testa da anni… e poi la frase: “sei pazzo nn puoi farcela..” . Ebbene si, sono pazzo mi sono detto, e ho ioniziato a preparare la sfida. In moto da Pisa verso la Transfagarasan, per percorrerla tutta.

Il 2018 una dura preparazione in palestra con la convinzione che nessuno mi avrebbe fermato fino ad arrivare al 30 giugno 2019…

Una notte insonne e mille pensieri, ero terrorizzato dalla paura di non farcela… ma sono partito.

Tutto d’un fiato ho fatto 700 km, poi altri 700 km e altri ancora, in 3 giorni sono arrivato sul passo… lei, la strada ,Transfagarasan, era sotto di me! Ho urlato e ho pianto, poi mi sono fermato ad osservarla in religioso silenzio per alcuni minuti.
In quei minuti mi sono passati davanti questi 5 anni, emozioni, terrore, paura, dolore ma anche la gioia immensa di essere arrivato al compimento dell’impresa che avevo preparato. Ora dopo averla percorsa con la gioia nel cuore cominciava il ritorno…

Già, il ritorno… il lago Balaton, splendida località ungherese, ma prima ancora Sibiu, posti apprezzati ancora di più data la felicità che ci accompagnava, perchè mi aveva raggiunto il fido amico Oliver anche lui felicissimo. Il penultimo giorno dovevamo arrivare a Lubiana ma il fuoco sacro dell’avventura si incendia di colpo! Vediamo l’indicazione Austria e di colpo pensiamo al Glosslockner un passo meraviglioso… e allora viaaaaa! facciamo anche quello…

Ultimo giorno l’arrivo a casa è un trionfo personale, una gioia immensa…

E ora la prossima avventura…

Turkiaaaaaa, perchè il parkinson nn può fermarmi….

2. Il Diario quotidiano dell’impresa

30 giugno 2019

“Pisa – Zagabria – 680 km

Chi ben comincia è a metà dell’opera.

Ero convinto di andare alla grande, mi ero preparato.

Ma in questa afosa domenica di fine giugno, percorrere tutta d’un fiato la tratta Pisa – Zagabria (quasi 700 km!) mi ha reso consapevole del fatto che sono partito, sto affrontando il percorso al meglio e ce la posso fare in qualunque condizione.

Sulla visiera del casco vedevo scorrere tutti i vostri messaggi di ieri: mi sembrava di avere tre marce in più ed un serbatoio infinito!!

E la moto? Mi guardava e rideva! Mai vista così contenta!
Ci siamo quasi compiaciuti nell’attraversare il confine italo-sloveno dopo Trieste (fresco il ricordo del trionfo del GRANDE PISA!), ma era solo l’inizio: Postumia, Lubiana, Novo Mesto, Krsko e poi Croazia, dopo il secondo confine di giornata a Obrezje: e ora la capitale croata Zagabria!

Il verde della Slovenia ha spezzato la monotonia dei tanti chilometri di autostrada.

La Cattedrale di Zagabria ora splende meravigliosa dinanzi a me con un sole che sembra sorridermi: sono STRAFELICE!

E pronto alla nuova tappa: quale?? Lo saprete domani….

Vi abbraccio tutti!!! Forza Pisa!

Sandro”

1 luglio 2019

“Zagabria (CRO) – Zajecar (SRB): 637 km

Sapevo di essere un po’ folle, ma oggi ne ho avuto la conferma: ancora oltre 600 km di tappa, sotto il sole, sperduto tra i Balcani, cercando la via migliore per avvicinarmi all’obiettivo.

Sono 1320 km percorsi in due giorni in moto e mi sento come se fossi andato a piedi da Salvini a Lilly sulle Piagge durante la fiera di Sant’Ubaldo!!

Ma è così.
Perché viaggiare stimola la mente, rilassa e tonifica.
Ogni centimetro di terra che scivola via sotto le ruote è una parte di mondo mai vista.
Non senti la stanchezza, sei curioso come un gatto mentre scruta il territorio intorno a sé: bellissima la parte orientale della Croazia (la regione della Slavonia) che mi ha scortato da Zagabria al confine con la Serbia; suggestiva la tratta verso sud-est, nella regione della Vojvodina, attraverso la striscia di terra racchiusa tra il Danubio e la Sava; un meraviglioso “nulla” mi ha accolto quando sono giunto nella Timočka Krajina, a Zajecar, un’anonima cittadina nell’estremo est serbo che mi ospiterà questa notte.

Ora sono a 12 km dal confine bulgaro, 67 dal confine rumeno…ma, soprattutto, a soli 360 km dalla mistica meta: il Trasfagarasan!

Eh si, ci siamo quasi amici, domani salirò lassù.
Sono emozionato, non pensavo di arrivarci così presto, ma lo speravo.

Non ho corso (anche se, come ha detto qualcuno, se continuo così venerdi risono a Pisa!) e non ho snobbato quanto mi ha dato la strada in questi due giorni: perché solo cogliendo a pieno tutte le sensazioni e gli inputs che il percorso ti offre puoi godere davvero del traguardo.

Il “mostro” ha capito che è dura corrermi dietro, è consapevole che quel passo andrò a prendermelo da solo e non potrà ostacolarmi in alcun modo: la volata la vinco io!

E come direbbe Guido Meda: “Sandro c’è…Sandro c’e”!

A domani amici miei.

Buonanotte!

Sandro”

2 luglio 2019

Zajecar (SRB) – Trasfagarasan (RO) 361 km

“ In tre giorni sono arrivato sulla Trasfagarasan, sono il numero 1!”

Questo è quello che con gioia ho ripetuto più volte dentro al casco, non appena ho iniziato a scorgere quello zigzagare di asfalto impresso nel verde; quella strada che fino a domenica scorsa era solo l’oggetto di una fotografia sul comodino, il tesoro disegnato in una mappa dei pirati: il Trasfagarasan.

A bocca aperta ho ammirato le sue bellezze, il senso di libertà e di benessere che mi ha regalato.

“Che meraviglia”.

Non avevo altre espressioni per descrivere quello spettacolo che ho sempre sognato di vedere e di percorrere.

Non avevo altre esclamazioni per celebrare la bellezza della vita che da quel belvedere ho colto in tutto il suo splendore.

E’ da lì che ho rivisto i volti di chi mi ha sostenuto in questa avventura; i nomi di coloro che, pur non conoscendomi, non hanno esitato ad incitarmi con un post su Facebook o tramite Messenger.

E’ da lì che ho abbracciato virtualmente i miei familiari, i miei amici e tutti coloro che lottano quotidianamente con il “mostro” come me.

E’ lì che ho ringraziato il mio grande compagno di viaggio Oliver che mi ha sostenuto e fatto compagnia per gran parte del percorso: sei stato fondamentale, un fratello.

E lì che ho capito che lottando con determinazione si può arrivare all’inarrivabile.

E’ lì che mi sono sentito forte come quell’orso che mi ha accolto all’inizio della salita.

E’ da lì che ho visto il “mostro” esausto a fondovalle, incapace di tenermi testa sulla volata finale.

Nulla è impossibile.
Ora ne ho le prove.

Ma era solo la prima di una lunga serie di imprese…solo la prima.

A presto Amici…
GRAZIE DI CUORE e FORZA PISA!

Sandro”

3 luglio 2019

Dopo essermi perso e riperso sulle morbide curve del Trasfagarasan, lasciandomi trasportare dalla mia “amata” su traiettorie idilliache, ho impostato la rotta verso “casa”.

Campi di grano ci scortano lungo la trafficata nazionale in direzione Sibiu, città colorata che ci accoglie per il pranzo.

Adesso la tensione è calata, c’è spazio per le risate, per le battute con Oliver ad ogni sosta, per le divagazioni turistiche, e ci mancherebbe altro: l’impresa è fatta, ora ci godiamo il meritato rientro come si deve!

Meravigliosa la piazza di Arad, città rumena sul confine con l’Ungheria, con l’imponente municipio che di notte ci regala una cartolina preziosa che conserveremo per sempre nei bauletti delle nostre moto.

A domani,

Sandro

4 luglio 2019

Il riposo del Guerriero.

Dopo la neve del Trasfagarasan ci siamo immersi nuovamente nel caldo torrido della steppa ungherese…

I 400 km sotto il sole cocente non potevano che concludersi sul bellissimo Lago Balaton, il mare degli ungheresi, a Balatonboglar…

Qui abbiamo deciso di riposare un po’….rilassandoci a mollo in una bella e fresca piscina…

A presto

Sandro”

5 luglio 2019

“Il Parkinson????E’ ricoverato in Slovenia perché non riusciva a starci dietro!!!!!”

6 luglio 2019

Dopo aver percorso 3635 km in 7 giorni ed aver attraversato 8 diversi paesi, sono rientrato nella mia amata Pisa.

Ho scelto tre foto relative a tre momenti del viaggio che ritengo significativi e che sintetizzano quei valori e quei sentimenti che in questa settimana hanno costituito linfa vitale, carburante inesauribile per la mia piccola impresa:

– l’arrivo sul Trasfagarasan: la caparbietà, la speranza e l’entusiasmo che ci permettono di ottenere risultati a cose normali insperati;

– l’abbraccio con Oliver: l’amicizia, quella che non mi ha mai fatto sentire solo e che mi sostiene ogni giorno, grazie al supporto, anche morale, di migliaia di persone che non smetterò mai di ringraziare;

– lo sguardo verso l’infinito: le future sfide e gli ostacoli che la strada mi porrà dinanzi e che ormai sono pronto ad affrontare a “gas spalancato”, senza paura.

Grazie a tutti amici miei, con il vostro affetto ho sfidato e continuerò a combattere il “mostro” con il sorriso e l’irriverenza con cui Rocky Balboa, in difficoltà, sbeffeggiava Clubber Lang:

“Non fa male! Non fa male! Mia madre me le dava più forte!”

Buonanotte a tutti….grazie ancora di cuore…

Sandro

3.635 Km – 8 stati – 7 Giorni

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